Paradiso

Quanto è lontano da qui il paradiso?
Sembra vicino, lo sembra alle volte
Quando spiragli ci sfiorano il viso
Nei smarrimenti di notti sconvolte

Forse la vita è soltanto una scala
Ed ogni giorno soltanto un gradino
Verso qualcosa che infine regala
La pace ed il senso del mero destino

Son contenitori di sogni e energie
I nostri corpi, che ne misurano il viaggio
Per accettarlo scrivo poesie
Le mie fantasie mi rendono omaggio

Non c’è nessun Dio che ci dà la forza
Niente è infinito così è la natura
Che così bella ci incanta e si sforza
Di farci coraggio se abbiamo paura

La sensazione di essere vivo
Che provi se guardi un cielo stellato
È il vero segnale, il gesto incisivo
Che il dono prezioso è l’essere nato

Salgo le scale sudandone il prezzo
Non c’è l’inferno, non c’è il paradiso
Ogni scalino che salgo lo apprezzo
La vita ti ha dato, la stessa ti ha ucciso

Se fosse freddo come d’inverno
L’inferno che invece pensiamo di fuoco
Se fosse vivere e pensare in eterno
Il vero finale, la beffa del gioco

Se fosse calda come l’estate
La lacrima che ti solletica il viso
Se fosse l’occhio nelle passeggiate
La porta segreta che è già il paradiso

Er Pinto

La Pesca cor Vino

Dopo cena o dopo pranzo quann’è estate
Mi Nonno prima e adesso anche mi’padre
Prepareno ‘ste frutte prelibate
Che rendono le mie acquiline ladre

Ner bicchiere ‘ndo fin’ora c’hai bevuto
Ce va ‘na pesca bòna, fatta a pezzi
Ce versi er vino rosso senz’imbuto
Je dai ‘na smucinata e poi t’attrezzi

T’attrezzi della lama che già hai usato
Pe’ apri’ la pesca noce che hai capato
Co’ la punta della stessa infirzi er pezzo
Stando attento a nun resta cor muso in mezzo

E poi finito tutto er dorce frutto
Sicuro che te sei magnato tutto
Te scoli er succo dolce e fino fino
Se po’ chiama’ così: pesca cor vino

© Er Pinto
Marzo 2020
Instagram: @erpinto_

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