La Morte

Nun me darò er tormento
Pure quanno arivo all’ora giusta
Quanno che verrà er momento
De non risponne più all’appello
De mette sopra ‘r letto ‘sto cappello

E voi sì che piagnerete lacrime
Amare de tristezza a còri sfranti
M’accenerete ‘n cero lì davanti
Nun ce saranno Fatime e misteri
Ma fiori, fiocchi neri e cimiteri.

La fine della vita poi è ‘n debutto
Ner monno dove forse se sta mejo
Je damo un nome brutto, stamo ‘n lutto
“Nun è più svejo dentro ar monno ‘nfame”
È triste a fa’ la bara un falegname

Ridete amici mia, fateve forza!
La morte è ‘na ferita senza crosta
Ma non dimenticate che saremo
Saremo tutti un’anima de quelli
Che noi chiamamo “li mortacci vostra”

3 comments on “La Morte
  1. bella 🙂
    ma qualcuno che ne sa sicuramente più di me mi può spiegare com’è questa metrica?

    1a strofa A-B-A-C-C,
    2a strofa A-B-B-C-C,
    3a strofa A-B-A-C-C
    4a strofa A-A-B-C-A

    è fatta in maniera cinofallica (a.k.a. a pene di mastino, a.k.a. a membro di segugio) o è uno stile particolare? grazie a chi mi risponde!

  2. Licenza poetica, è poesia perchè non segue schemi ben definiti ma trasmette bene emozioni 🙂

  3. molly ha detto:

    tu sei un cazzo di genio. bumbumbum.

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